Le meraviglie architettoniche dell'era erodiana e l'appassionante ricerca della tomba perduta del Re.
Il Vangelo ce lo descrive come il malvagio re che ordinò la strage degli innocenti, ossia l’uccisione di tutti i bambini maschi di Betlemme al di sotto dei 2 anni. Ma nonostante pochi studiosi credano a questa storia, la cattiva reputazione di Erode il Grande ha oscurato la straordinaria lungimiranza architettonica che caratterizzò il suo regno. Le fortezze, i templi e le città che fece costruire erano così audaci che ancora oggi fanno la meraviglia di architetti e ingegneri.
Tuttavia le numerose strutture innalzate nel suo nome hanno serbato per secoli un mistero irrisolto: dove si trovava la tomba del Re? Per quasi trent’anni l’archeologo israeliano Ehud Netzer e la sua équipe hanno setacciato le sabbie del tempo alla ricerca di una risposta. Una risposta che è arrivata dagli scritti di Flavio Giuseppe, storico romano di origini ebraiche vissuto nel primo secolo d.C. che documentò dettagliatamente le imprese del re. Oltre a descrivere la vita di Erode, Flavio Giuseppe (Flavius Josephus in latino) documentò anche la sua morte, compreso lo sfarzoso funerale che si concluse ad Herodium. Ma Giuseppe non fornì mai indicazioni precise sull’ubicazione della tomba. Per trovarla Netzer si è affidato alle sue ampie conoscenze di architettura erodiana, affinate nel corso dei numerosi scavi realizzati in siti classici come Cesarea, Masada, il Secondo Tempio e Gerico. In Giudea e nelle zone circostanti Erode fece costruire 22 magnifiche opere, tra templi, palazzi, fortezze e città.
A Masada trasformò un pianoro in uno straordinario complesso fortificato che sembrava sfidare la gravità. A Cesarea fece costruire un porto d’acqua profonda tra i più grandi del Mediterraneo, impresa degna, secondo alcuni, di essere annoverata tra le sette meraviglie del mondo antico. Per espandere il Secondo tempio di Gerusalemme Erode fece realizzare uno dei maggiori santuari del suo tempo, talmente grandioso da sminuire, al confronto, i templi pagani di Roma. Infine a Herodium costruì una magnifica cittadella fortificata, l’unica opera che porta il suo nome, in cui volle anche essere sepolto. Un affascinante viaggio alla riscoperta delle meraviglie architettoniche dell’era erodiana.
Erode il Grande è ricordato da tutti come una delle figure più spregevoli dell’Antico Testamento per aver ordinato il massacro di tutti i bambini maschi di età inferiore ai due anni. Eppure solo pochi studiosi credono che questo racconto biblico sia veritiero. inoltre la reputazione sanguinaria di Erode ha oscurato per millenni il fatto che lui fosse una delle più grandi menti in architettura di tutti i tempi. Fortezze, templi e intere città che lui commissionava, erano il frutto di progetti così audaci che continuano a stupire ancora ingegneri ed architetti contemporanei. Nonostante la ricchezza e le dimensioni di strutture che portano la sua firma, c’è un mistero rimasto irrisolto per secoli: la posizione della sua tomba. L’archeologo israeliano Ehud Netzer, ispirato dalla sua vasta ed approfondita conoscenza dei progetti architettonici commissionati da Erode, ha perseguito questo obiettivo per trent’anni conducendo scavi sempre più accurati nei siti classici quali Cesarea, Masada, il palazzo d’inverno e l’ippodromo di Gerico.
In tutta la regione dell’antica Giudea, Erode fece erigere più di 20 magnifiche strutture tra templi, palazzi, fortezze ed intere cittadine. Fra questi, a Herodium, Erode costruì uno dei più vasti complessi residenziali del mondo allora conosciuto e scelse di venirvi sepolto.
Ne “La tomba di Erode”, grazie all’ausilio della più moderna computer grafica ed a numerose ricostruzioni storiche di pregio, i tempi e i trionfi architettonici di Erode il Grande riprendono forma e vita.