INTERVISTA A CHRIS FISHER

Domande (D) e risposte (R) con Chris Fischer, produttore esecutivo e pescatore

D:  Quando hai imparato a pescare?
R:  Ho imparato a pescare durante la mia infanzia nel Kentucky.  Ci intrufolavamo nelle fattorie e attraversavamo i torrenti cercando di catturare pesci persici grandi e piccoli.  Era un'ossessione per me da ragazzo.  Non pensavo che i fiumi del Kentucky portassero in quel modo all'oceano.
D:  Qual'è stato il giorno più bello della spedizione?  E com'è stato?
R:  Abbiamo fatto due spedizioni per questa serie di sei episodi.  Ho molti bei ricordi, ma credo che il più vivido sia quello di quando Kimmel – il più grande pesce mai catturato e poi rilasciato vivo – salì sul ponte.  Era lunga più di 4 metri e pesava più di 1800 kg.  Un’esperienza del genere ti fa sentire insignificante.  Paura ed eccitazione travolgenti, mischiati alla voglia di volersi prender cura dello squalo per poterlo liberare in mare in buone condizioni.  E' un complesso passaggio di emozioni quello che va dal momento in cui si prende un grande squalo bianco al momento in cui lo si libera.  Ogni fase di questo lavoro ha una sua specifica e peculiare emozione intensa.
D:  Qual'è stato l'aspetto più stimolante della spedizione?
R:  Il tentativo di catturare gli squali e sollevarli fuori dall'acqua per il dottor Domeier e poi rilasciarli in buono stato.  Quando si ha a che fare con creature di molte tonnellate, non vanno sempre dove si vuole che vadano.
D:  Per quanto tempo la troupe di registrazione è stata fuori in acqua con la spedizione di ricerca?
R:  Ognuna delle due spedizioni è durata poco meno di due settimane.
D:  Quanto tempo ti occorreva per seguire un grande squalo bianco e ottenere delle riprese decenti?
R:  Abbiamo ottenuto delle ottime riprese degli squali fin dall'inizio.  Eravamo all'isola di Guadalupe, dove si riuniscono.  Nessuno sa veramente perché si aggreghino, ma ci sono delle teorie.  Per ora abbiamo raccolto delle prove (campioni di sangue, tracce) per dimostrare cosa facciano in quell'isola, e questo, sarà rivelato con il proseguire della serie.
D:  Ci sono stati momenti emozionanti o memorabili che non sei riuscito ad includere nel programma?
R:  C'era un'altra troupe che filmava e che ci è venuta un po' troppo vicino, si sono quasi impigliati alla nostra attrezzatura nautica al cui uncino era agganciato un grande squalo bianco da 1360 kg. Avrebbe potuto essere un disastro.  Abbiamo tagliato la maggior parte di quel pezzo, ma ce la siamo vista brutta.
D:  Hai assistito a qualche altro esempio di “vita selvaggia” durante le riprese?
R:  Ci sono molti altri animali interessanti in Guadalupe.  Un giorno, di mattina abbiamo visto un elefante marino dare alla luce un cucciolo.  Poi, nel pomeriggio ne abbiamo visto uno venir mangiato da un grande squalo bianco. L'intero ciclo della vita per l'elefante marino in Guadalupe.  Un giorno piuttosto interessante!!!
D:  Com'era stare vicino ai più grandi predatori marini del pianeta?
R:  Ti fa sentire umile.  Sono così grandi che sembra che ci si possa piegare appena e camminargli dritto in bocca.  E' spaventoso!!
D:  Hai mai temuto per la tua vita stando vicino a questi animali?
R:  Il primo squalo è stato quello che mi ha spaventato di più.  Nel cercare di catturarlo non si sapeva se ci avrebbe attaccato o se si sarebbe comportato come qualsiasi altro pesce e avrebbe semplicemente tentato di scappare.  Credo che fosse tutto dovuto alla paura e al carattere dati al grande squalo bianco del film “Lo squalo”.  Lo squalo era enorme, mi ricordo che lo guardavo nell'acqua e dicevo: “e adesso cosa ce ne facciamo?”.
D:  C'è qualcos'altro che desideri condividere con noi tra tutto quello che ti sei portato a casa dalla tua esperienza?
R:  Ho rischiato tutto quello che avevo per finanziare e seguire questo studio affinché potessimo rivelare e risolvere l’enigma dei grandi squali bianchi.  Ci sono stati momenti in cui ho creduto di perdere tutto, ma poi abbiamo ottenuto l'incarico dal National Geographic Channel.  Morale: qualche volta devi scommettere tutto quel che hai per far si che accadano cose grandiose.

INTERVISTA A DOMEIER

Domande (D) e risposte (R) con il dottor Domeier

D:  Quanto tempo ci è voluto per organizzare questa spedizione?  Com’è stato sviluppato il programma di marcatura?
R:  Ci è voluto molto tempo per preparare questa spedizione.  Stavo pianificando da due anni un modo per catturare grandi squali bianchi e sollevarli fuori dall'acqua, prima di vedere un'immagine della nuova motonave di Chris Fischer.  Stavo progettando un mantiglio pneumatico ma l'ingegneria non era ancora arrivata a questo concetto.  In quel periodo il programma di marcatura a trasmissione intelligente di posizione e temperatura (SPOT) era una estensione naturale del mio studio di marcatura a scomparsa (Popup) allora già esistente.  I marcatori popup avevano fatto il loro dovere ed i marcatori SPOT potevano fornire informazioni complementari che avrebbero colmato alcune lacune.
D:  Cosa rende questa spedizione diversa?  Perché pensi che non sia mai stata fatta prima?
R:  In verità una marcatura SPOT di grandi squali bianchi è già stata effettuata, ma mai in queste proporzioni.  Questa spedizione è stata la prima a porsi come obiettivi degli squali bianchi adulti, in età matura.  Gli studi precedenti non avevano mai fissato squali bianchi adulti ai paranchi, a causa della loro stazza.  Maneggiare uno squalo del peso di tonnellate richiede specifiche abilità ed equipaggiamento.
D:  Cosa hanno rivelato fin'ora le tue scoperte nella spedizione?
R:  Sebbene non sia pronto per rivelare tutti i segreti dello studio, posso dirvi che grazie alle nostre scoperte stiamo riscrivendo le nostre teorie sugli squali.  Mentre parliamo stiamo facendo pubblicare  diversi scritti scientifici e molte delle nostre scoperte saranno rivelate a febbraio durante un simposio internazionale sugli squali bianchi.
D:  Qual'è stato il giorno più bello della spedizione e com'è stato?
R:  Il più bel momento da ricordare della spedizione è stato quando abbiamo sollevato ed estratto dall'acqua il nostro primo imponente squalo bianco adulto femmina.  Stare così vicino, faccia a faccia con quello che è il predatore per eccellenza era stupefacente.  Ho guardato in questi occhi molte volte nel loro ambiente naturale (sott'acqua), ma questa era la prima volta che invitavo un esemplare di 1800 Kg a fare una breve visita all’aria aperta.
D:  Qual è stato l'aspetto più stimolante della spedizione?
R: In verità, catturare uno squalo bianco non è difficile.  Se si presenta loro un'esca bella e grande, la mangeranno.  La vera sfida era trovare un modo per estrarli dall'acqua;  e questa singola  cosa comprende una combinazione di molte micro-sfide che devono essere gestite simultaneamente per poter funzionare.  In verità, devo dire che  l'operazione più difficile consiste nel far entrare lo squalo nella gabbia.  Ho dovuto ridisegnare completamente la gabbia molte volte mentre Chris e Brett provavano in ripetizione diversi metodi prima che l'interazione tra imbarcazione, aggancio e troupe portasse lo squalo dentro la gabbia.
D:  Perché lo studio degli squali è importante?  Quale ruolo hanno nell'ecologia dell'oceano?  Perché è importante salvaguardare e proteggere il grande squalo bianco?
R:  I grandi squali bianchi sono predatori molto importanti, e di prim'ordine negli oceani del mondo.  Questi squali sono responsabili del costante mantenimento dei livelli di popolazione in salute degli animali che da loro predati;  senza di essi questi ecosistemi possono sbilanciarsi e divenire instabili.  Inoltre gli squali bianchi sono creature vulnerabili e carismatiche che meritano gli stessi sforzi di conservazione spesi per i loro fratelli terrestri, i leoni, le tigri e gli orsi del mondo.
D:  Cosa possiamo imparare noi umani dalla comprensione del ciclo della vita dei grandi squali bianchi?
R:  Svelare i misteri della storia della vita dei grandi squali bianchi darà agli uomini una comprensione della complessità dei nostri ecosistemi marini, come anche una presa di coscienza del fatto che le attività umane possono provocare degli effetti drammatici sulla popolazione degli squali, anche se non intenzionalmente.  Penso anche che permettere al pubblico di conoscere gli squali bianchi favorirà un migliore apprezzamento nei loro confronti.
D:  Perché gli squali?  Cosa ti ha portato agli squali?  Quando hai capito che volevi studiare gli squali?
R:  Onestamente?  Il mio programma sugli squali bianchi è iniziato per caso.  Per raccontarla in breve, dopo diverse spedizioni all'isola di Guadalupe per marchiare i tonni blu giganti del pacifico orientale, ho marchiato uno squalo bianco per frustrazione.  I tonni pinna azzurra erano scomparsi dall'isola (e non sono più tornati) ma avevo trovato una popolazione in salute di squali bianchi.  Quel primo marchio è stata la scintilla che ha dato il via al programma di ricerca sugli squali bianchi più vario ed avanzato del mondo.
D:  Sembri piuttosto intrepido quando arriva il momento di saltare in acqua per aiutare gli squali a tornare a nuotare dopo esser stati marchiati.  Non hai paura di loro?
R:  Ho catturato, studiato e avuto a che fare con pesci per tutta la mia vita professionale.  Quando guardo uno squalo bianco non vedo uno squalo spaventoso mangia-uomini;  vedo semplicemente un pesce molto grande.  Certamente rispetto la schiera di denti che brandiscono, ma so che se sto attento posso trattarli come qualsiasi altro pesce con cui ho avuto a che fare in passato.  Detto questo mi vedrete saltare come una gazzella quando si girano e nuotano verso di me nella gabbia!
D:  Perché credi di aver catturato più esemplari maschi che femmine?
R:  Anche se il rapporto dei sessi degli squali bianchi è di 1:1, le femmine mature non tornano all'isola di Guadalupe ogni anno, perciò ci sono più maschi presenti all'isola.  Si crede che le femmine partoriscano solo una volta ogni due anni, così il loro ciclo di migrazione potrebbe di conseguenza essere differente da quello degli uomini.  I maschi vogliono diventare fortunati ogni anno.
D:  C'è qualcos'altro che desideri condividere con noi tra tutto quello che hai tratto dalla tua esperienza?
R:  E' stato molto gratificante portare la ricerca sugli squali ad un livello di cui solo 15 anni fa nessuno si poteva sognare, ma è stato anche più gratificante essere parte di un gruppo di persone messe insieme per fronteggiare questa sfida, e vedere come questo gruppo si sia sviluppato in una squadre professionale molto genuina ed altruista.  E' più di una squadra, è una famiglia.
PUBBLICITÀ

FOTO

http://media.natgeotv.com/Shows/1161.jpg
National Geographic ChannelJ2G